Claudia Porchietto

Olimpiadi 2026, Porchietto (FI): Non é tempo di polemiche. tutte le forze politiche lavorino per il bene di Torino

17.03.2018 Print

"Noto con dispiacere che il Partito Democratico continua a non aver metabolizzato il lutto delle elezioni e quindi qualsiasi occasioni é buona per attaccare il sindaco di Torino e il Movimento Cinque Stelle. Credo che ci siano tanti argomenti sui quali batterli, certamente tra questi però non ci sono le Olimpiadi del 2026. Su questo argomento mi aspetto che tutte le forze politiche la smettano con i distinguo e lavorino per il bene della Città Metropolitana di Torino e per le Valli olimpiche invece di buttarla in caciara politica". Ad affermarlo Claudia Porchietto vicepresidente della Commissione Attività Produttive della Regione Piemonte e fresca di elezione alla Camera dei Deputati.

"Io misuro le azioni amministrative - spiega l'azzurra -. Lascio ad altri il processo alle intenzioni anche perché si farà presto a stanare il Movimento Cinque Stelle se seguirà il Sindaco. Quel che é certo é che mi aspetto che il Pd abbandoni l'Aventino sul quale é salito a Roma come a Torino e lavori al fianco di tutti gli attori che devono portare avanti la costruzione della candidatura per le Olimpiadi 2026. Non basta scrivere e votare un ordine del giorno a livello regionale per dire di lavorare ad un dossier, così come non basta inviare una manifestazione d'interesse. Lo dimostrarono Regione Piemonte, Provincia e Comune di Torino che operarono nel 2006 in piena concordia istituzionale verso il raggiungimento di un obiettivo comune".

Conclude Porchietto: "L'auspicio peraltro é che si lavori ad una candidatura di Torino e non con altre città che peraltro si sono già tirate indietro in questa settimana. Gli impianti in Piemonte ci sono già e per quell'idea di sostenibilità che dovrebbe caratterizzare la candidatura é perfetta per ottenere l'investitura. Lavoriamo ai contenuti ora che tutti i soggetti si sono allineati, apriamo un tavolo comune e operiamo per l'interesse dei nostri cittadini non per un regolamento di conti che, se deve esserci, si può consumare in Parlamento o in Sala Rossa".