Claudia Porchietto

Sosteniamo le neo-mamme e i neo-papà sul lavoro

12.06.2017 Print

La maternità e la paternità non possono essere vissute come un peso. Eppure sempre più spesso ci troviamo a leggere e commentare episodi tragici che coinvolgono neonati. E questo é intollerabile e la società non é esente da colpe. Ecco allora che la politica ha il dovere di occuparsi di ridisegnare i diritti, i doveri e le azioni di sostegno alle neo mamme e papà in modo da creare le condizioni migliori per aiutare la famiglia in uno dei più belli ma anche più delicati passaggio esistenziale.

Tutti abbiamo sentito cosa é successo a Settimo Torinese e ad Arezzo. La nostra reazione non può limitarsi allo scandalizzarsi quali semplici spettatori: dietro ognuna di queste tragedie infatti sappiamo  che vi é qualcosa di più del singolo dramma  familiare. Pesa come un macigno lo scarso o inesistente supporto garantito dalla nostra comunità a chi mette al mondo un figlio. D'altra parte, con la scusa del "ce lo chiede l'Europa", purtroppo la politica ha via via, sempre più spesso, abdicato al suo impegno costituzionale di promuovere e proteggere la famiglia indebolendo o cancellando tutti quelle protezioni sociali che permettevano al cittadino di sentirsi meno solo.

E questo é intollerabile visto che appare evidente come oggi, per far quadrare i bilanci di casa, é sempre più sentita la necessità di avere entrambi i coniugi che lavorano. Ecco allora che l'arrivo dei bambini porta scompiglio nella gestione dell'ordinarietà. Anche le coppie più collaudate rischiano di andare in crisi pur di fronte ad una delle esperienze più belle che dovrebbe esistere a questo mondo. Lo stress, la paura di non farcela, le pretese di un mondo del lavoro sempre più competitivo, uno Stato che tassa anche l'aria che respiriamo rischiano realmente di prendere il sopravvento su persone normalissime fino ad indurle a compiere anche azioni inspiegabili e riprovevoli.

Per comprendere la disattenzione della politica basti pensare come un istituto tecnico toscano abbia ideato un sensore acustico che suonerebbe laddove vi sia ancora la presenza del bimbo sull'autovettura. Nell'ottobre del 2014, Sel, aveva presentato un disegno di legge per modificare il codice della strada e rendere obbligatoria l'installazione di questo dispositivo su ogni seggiolino posteriore per i bambini. Peccato che la proposta non sia mai stata discussa pur essendo state apportate, nel frattempo modifiche al codice stesso. Ecco non è possibile che in un Paese normale una proposta di buon senso, pur proveniente da un partito a me così distante, non venga messa in discussione. Dov'é la Boldrini sempre attenta sui diritti di chiunque quando si decidono i lavori di Commissione e d'Aula? Dove sono i vari Renzi e Gentiloni che potevano recepire la proposta facendola propria con un provvedimento del Governo? Dove sono stati più in generale tutti i partiti che non hanno domandato la calendarizzazione della proposta di legge? Se forse si pensasse un po' meno a questioni secondarie e maggiormente agli interessi basilari della famiglia avremmo reso un servizio al futuro dell'Italia registrando la morte di qualche neonato in meno...

L'unica soluzione é quella di tentare di rimuovere i tanti ostacoli che la politica ha creato in questi ultimi anni alla famiglia. E' necessario sostenere e agevolare la maternità e la paternità così come fanno i paesi scandinavi e più in generale quasi tutti gli altri Paesi europei, conciliare maggiormente i tempi di lavoro, costruire una serie di misure che permettano ad entrambi i coniugi, che abbiano la fortuna di avere un posto di lavoro, di poter continuare ad averlo. Ecco questa è una delle battaglie che mi sento di affrontare e condurre nei prossimi anni: perché i genitori hanno i loro doveri verso l'infante, ma medesimi doveri li deve avere anche lo Stato così come avviene in tutto il resto del mondo. In particolare ciò é fondamentale visti anche i recenti dati che registrano il continuo calo delle nascite degli italiani dal 2008 ad oggi. Per il secondo anno di fila, i nuovi nati sono stati, al 31 dicembre 2016 secondo il bilancio demografico dell'Istat, meno di mezzo milione (473.438, -12 mila sul 2015), di cui più di 69 mila stranieri (il 14,7% del totale), anch'essi in diminuzione. Il movimento naturale della popolazione ha registrato un saldo (nati meno morti) negativo per 142mila unità.

Claudia Porchietto