Claudia Porchietto

La fotografia della Cgia di Mestre: dal 2000 Italia ferma al palo

31.12.2017 Print

L'Ufficio Studi della Cgia di Mestre con una ricostruzione statistica ancora fresca di pubblicazione h spiegato come l'Italia non stia più crescendo dal 2000, quindi ben prima della crisi internazionale che ha paralizzato lo sviluppo in Occidente.

Alcuni dati che l'osservatorio delle piccole e medie imprese artigiane veneziane ci mostra quanto sia grave la situazione. La ricchezza italiana misurata in PIL è cresciuta negli ultimi 17 anni mediamente dello 0,15% annuo. Rispetto ai tempi pre-2007, dobbiamo ancora recuperare 5,4 punti percentuali. Tra le componenti di quest'ultimo indicatore economico, nel 2017 la spesa della Pubblica amministrazione presenta una dimensione inferiore a quella di 10 anni fa dell'1,7%, la spesa delle famiglie del 2,8% e gli investimenti addirittura del 24,3% in meno. La crescita registrata dai nostri principali competitor dell'area euro è stata invece molto superiore: 21,7% di incremento in Francia, 23,7% in Germania e addirittura 31,3% in Spagna.

Infine, l'Europa senza Italia ha riportato una variazione positiva del 25,9%. Tra i 19 Stati che hanno adottato la moneta unica soltanto Portogallo (-1,2%) e Grecia (-25,2%) devono ancora recuperare, in termini di PIL, la situazione ante crisi. Se, tuttavia, in questo arco temporale analizziamo l'andamento dei nostri conti pubblici, il rigore non è mai venuto meno, quindi ci sono stati meno investimenti per infrastrutture essenziali quali trasporti, logistica, edilizia scolastica e sportiva, mentre è continuata la vecchia abitudine di largheggiare nella spesa corrente a pioggia. Questi dati, come sottolineato dal coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo, si possono leggere con una sola chiave di lettura: "Come sostengono molti esperti, siamo in una fase di stagnazione secolare e sebbene la ripresa si stia consolidando in tutta Europa, anche a seguito di una congiuntura internazionale favorevole, gli effetti positivi non stanno interessando tutte le aree territoriali e le classi sociali del nostro Paese. Il popolo delle partite Iva, ad esempio, continua ad arrancare; schiacciato da un carico fiscale eccessivo, da una burocrazia oppressiva e da una domanda interna che stenta a decollare".

Una fotografia insomma del tutto diversa da quella sbandierata da Renzi e dal Partito Democratico, che riconsegna alla realtà un Paese che per troppo tempo vive delle illusioni di una classe politica spesso inadeguata.