Claudia Porchietto

Scomparso il monitoraggio degli atti del Governo e del Parlamento. Presentata interrogazione

06.03.2019 Print

Insieme ai colleghi Rosso, Giacometto, Fiorini e Bignami ho presentato una interrogazione a risposta orale al Governo per chiedere ragguagli circa il mancato aggiornamento del monitoraggio periodico dello stato di attuazione dei provvedimenti normativi varati dal Governo e del Parlamento. Si tratta di una mancanza incresciosa, peraltro incoerente rispetto alle tante promesse manifestate in più occasioni, in particolare da parte di esponenti del M5S, per  azioni volte ad incentivare la partecipazione diretta dei cittadini ai processi decisionali e di garantire che l'attività delle istituzioni sia ispirata ad un principio di massima trasparenza

Addirittura durante i lavori di redazione del programma di Governo sottoscritto da Lega e Cinque Stelle, proprio in osservanza del suddetto principio, si prevedeva un comitato di conciliazione con lo scopo di ricomporre le eventuali divergenze tra le parti e con compiti di controllo sull'avanzamento dei lavori a metà della legislatura appena iniziata, così da garantire ai cittadini piena trasparenza sull'azione di Governo. Il processo legislativo in Italia è complesso e lungo, e coinvolge numerosi attori. Dopo l'attività di Parlamento e Governo si apre la fase, altrettanto importante, ma più lunga e complessa, dell'attuazione dei provvedimenti nel dettaglio che prevede il varo di provvedimenti di natura attuativa e regolamentare, ovvero di linee guida e circolari.

Il blocco dell'attività di monitoraggio non è sicuramente un bel segnale. Il Governo Conte, entrato in carica con il giuramento il 1° giugno 2018, solo dopo oltre un mese ha riattivato la consultazione online della pagina www.programmagoverno.gov.it/ che per tale periodo offline. Dall'8 luglio 2018 in poi, però, l'ufficio per il programma di governo (Upg) della Presidenza del Consiglio dei ministri appare totalmente inattivo e il conteggio dei provvedimenti appare bloccato e addirittura ad inizio luglio 2018 risultavano mancare ancora all'appello il 30 per cento dei provvedimenti attuativi derivanti dalla normativa approvata dal Governo Renzi e circa il 70 per cento di quelli varati dall'esecutivo Gentiloni; tra questi, vi sono provvedimenti attuativi di numerose leggi di bilancio; per esempio quella del 2015 necessita ancora di 14 decreti attuativi, quella del 2016 di 23, quella del 2017 di 21 e l'ultima, quella del 2018, di 97; molti altri provvedimenti sono nella stessa situazione, quali lo «Sblocca Italia», il «Nuovo codice dei contratti pubblici», la legge sulla «Green economy», la «Buona scuola», la legge sulla concorrenza, la normativa sul reddito di inclusione e il contrasto alla povertà e il codice dell'amministrazione digitale.

Confidiamo che l'interrogazione presentata possa riattivare i canali di monitoraggio a favore di una amministrazione trasparente e facilmente controllabile da parte dei cittadini.